Politiche 2018, la Sardegna perderà un deputato. Ecco i ‘collegi-spezzatino’

Alle Politiche del 4 marzo 2018 la Sardegna andrà al voto coi collegi-spezzatino, ovvero i Comuni di una stessa provincia, anche vicini, assegnati a circoscrizioni elettorali diverse (leggi qui i confini). È questa la prima certezza della chiamata alle urne per rinnovare il Parlamento italiano. La seconda novità è data dai sondaggi: anche nell’Isola il Pd, che attualmente ha il maggior numero di deputati e di senatori – rispettivamente sei e quattro – sembra avere un consenso inferiore rispetto al centrodestra e al Movimento Cinque Stelle. Negli stessi ambienti dem è opinione condivisa che il partito possa perdere seggi.

Sui confini dei collegi elettorali, ritoccati per via del Rosatellum bis che ha imposto la definizione nuove circoscrizioni, nelle scorse settimane il Pd aveva affidato ai parlamentari uscenti Romina Mura e Francesco Sanna l’incarico di provare a ridisegnarle rispetto allo schema elaborato dal Governo. Ma non ci sono stati margini di manovra per correggere la forte parcellizzazione, avendo la Sardegna tanti Comuni e per l’ottanta per cento sotto i cinquemila abitanti. Succederà che sui nove seggi da affidare col sistema maggioritario, l’Isola verrà divisa in sei circoscrizioni per la Camera e tre per il Senato; col proporzionale, invece, gli eletti saranno undici a Montecitorio, scelti in due collegi, e cinque a Palazzo Madama, pescati da un’unica circoscrizione regionale. Il totale è di venticinque futuri parlamentari, di cui diciassette deputati (uno in meno rispetto agli uscenti attuali) e otto senatori (in questo caso il numero resta invariato).

Nei collegi maggioritari, sia alla Camera che al Senato, ci sarà un candidato per coalizione (o per partito se una forza politica correrà senza alleati): verrà eletto quello che prenderà più voti rispetto agli avversari. Per questo si parla di circoscrizioni uninominali, pensate anche per garantire il principio della territorialità, visto che a ogni circoscrizione sarà assicurata una quota minima di rappresentanti in Parlamento. Col sistema proporzionale, invece, i partiti si presenteranno alle urne da soli e all’interno di uno stesso collegio – chiamato appunto plurinominale perché ogni schieramento avrà più liste – il numero degli eletti verrà calcolato in base al metodo D’Hondt. Si procederà prima alla definizione del cosiddetto quoziente elettorale, cioè il numero base di voti che ogni partito dovrà aver raccolto per vedersi assegnare un seggio: le altre preferenze rientreranno nel conteggio dei resti, cioè i seggi che saranno assegnati fuori dai quozienti. Per queste ragioni col sistema proporzionale non si può prevedere in anticipo quanti eletti ci saranno in ogni circoscrizione.

Col sistema maggioritario questi i sei collegi uninominali previsti per Montecitorio: Sardegna 01 (Cagliari più altri otto Comuni); Sardegna 02 (accorpa quasi tutta la Barbagia, Ogliastra, uno spezzone dell’ex provincia di Cagliari e diversi centri dell’Oristanese); Sardegna 03 (Sulcis più altri centri dell’hinterland di Cagliari); Sardegna 04 (il Sassarese); Sardegna 05 (la Gallura più alcuni Comuni del Nuorese); Sardegna 06 (gran parte della provincia di Oristano, il Medio Campidano più alcuni centri del Cagliaritano). Tre invece i collegi uninominali per Palazzo Madama: Sardegna 01 (che mette insieme le circoscrizioni 01 e 03 della Camera); Sardegna 02 (accorpa lo 02 e 06 della Camera); Sardegna 03 (unisce lo 04 e lo 05 della Camera).

Col sistema proporzionale, i due collegi plurinominali per la Camera, da cui si eleggeranno undici deputati, dividono a metà l’Isola. Il Sardegna 01 accorpa i collegi Cagliari 01, Sulcis 03 e Oristano 06 dell’uninominale. Da qui verranno attribuiti sei seggi. Il Sardegna 02, col quale saranno assegnati gli altri cinque posti di Montecitorio, mette insieme le circoscrizioni Nuoro 02, Sassari 04 e Gallura 05 dell’uninominale. Con la circoscrizione unica per Palazzo Madama saranno assegnati cinque seggi, pari al numero dei candidati in lista.

Fonte: sardiniapost.it